Padre Eterno fra gli angeli

Masolino da Panicale

Padre Eterno fra gli angeli

Descrizione

Autore: Masolino da Panicale (1383-1440), esecutore

Cronologia: post 1435

Tipologia: pertinenze decorative

Materia e tecnica: intonaco / pittura a fresco

Descrizione: La copertura della zona dell'altare del Battistero, ideale proseguimento della parete di fondo, è affrescata con l'immagine di Dio Padre, originariamente vestito di argento e oro all'interno di un tondo argenteo (le lamine metalliche sono ad oggi andate perdute), in posizione frontale, con una lunga barba bianca divisa a metà, le spalle coperte da un candido manto e le braccia aperte protese verso il basso. Egli sembra infatti aver appena liberato la colomba, simbolo dello Spirito Santo, che appare volteggiante sulla testa del figlio mentre viene battezzato nell'affresco della parete sottostante. La mandorla è di forma perfettamente circolare, con un profilo costituito da più strisce di differenti colori (oggi difficilmente leggibili) da cui viene emanata la luce sotto forma di minuscoli raggi dorati. Sullo sfondo azzurro punteggiato di stelle, si dispongono due schiere di quattro angeli ciascuno, abbigliati con abiti dalle sgargianti cromie, rivolti verso il Signore con le mani giunte vicino al petto. Ognuno di essi appare inginocchiato su una nuvola rosata e orientato in maniera tale da creare un altro cerchio intorno alla mandorla divina. Sul lato sinistro della composizione, compare nella parte bassa un quinto angelo, un'aggiunta effettuata dalla mano di un secondo artista.

Notizie storico-critiche: All'interno del Battistero, situato a nord-est della sommità su cui sorge il complesso della Collegiata di Castiglione Olona, si conserva un ciclo di affreschi che costituisce uno degli esiti più alti dell'arte italiana del Quattrocento. L'edificio, formato da due vani separati da un arco a sesto acuto, è ricavato da una delle torri dell'antico castello fortificato, già trasformata in una cappella gentilizia intitolata a san Pietro. La dedicazione di questo piccolo ambiente a San Giovanni Battista risale agli interventi di abbellimento e ammodernamento del borgo promossi dal cardinal Branda Castiglioni che hanno previsto dapprima, nel 1425, la ricostruzione sulle rovine del castello della chiesa parrocchiale o Collegiata, dedicata alla Beata Vergine Maria e ai martiri Stefano e Lorenzo, insieme alla fondazione di un collegio per l'istruzione dei giovani e all'edificazione ex novo della chiesa di Villa a partire dal 1437.
Gli affreschi al suo interno sono stati ritrovati nel 1843, coperti da scialbature applicate alla fine del Settecento; l'iscrizione "MCCCCXXXV" (1435) riportata sull'intradosso dell'arco absidale è considerata non coeva ma cronologicamente attendibile circa la data della loro esecuzione. Si tratta di un capolavoro di grande complessità linguistica e insieme di intonazione cortese, anche se già pervaso di novità rinascimentali, portato a compimento da Masolino da Panicale, del quale il cardinal Branda si era precedentemente servito per la decorazione della cappella di Santa Caterina in San Clemente a Roma. Il ciclo pittorico sfrutta ogni superficie a partire dalla facciata.
Punto focale dell'intero programma è il dipinto al centro della parete di fondo, la rappresentazione del "Battesimo di Cristo", che condivide il cielo con gli affreschi soprastanti. Anche se nella volta a botte stellata predominano ancora stilizzazioni gotiche, Masolino ha realizzato qui un suggestivo gioco di rimandi nel rapporto tra pareti e copertura: dal Padre Eterno circondato dagli angeli parte infatti una colomba, il cui movimento convoglia lo sguardo dello spettatore sulla scena trionfante della parete adiacente in basso.
La condizione degli affreschi appare in alcuni punti notevolmente deteriorata, al punto da renderne difficile la leggibilità specie nei fondali e in corrispondenza delle inserzioni di lamine metalliche preziose, oggi quasi completamente andate perdute.

Collocazione

Castiglione Olona (VA), Museo della Collegiata

Credits

Compilazione: Cicero, Chatia (2015); Uva, Cristina (2015)

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).