Banchetto di Erode

Masolino da Panicale

Banchetto di Erode

Descrizione

Autore: Masolino da Panicale (1383-1440), esecutore

Cronologia: post 1435

Tipologia: pertinenze decorative

Materia e tecnica: intonaco / pittura a fresco

Descrizione: Sulla parete di destra della prima campata, a lato della porta d'ingresso, si osserva il pannello che presenta una sequenza di eventi susseguitesi nel tempo ma collocati simultaneamente in un'unica ambientazione spaziale. In un ambiente cortese eleganti figure con cappelli alla greca e costumi all'orientale popolano quinte architettoniche dal gusto gotico-rinascimentale, sullo sfondo di un paesaggio montano che sorregge la scena della sepoltura del corpo del Battista isolata in un'ideale lontananza. Più in basso si scorge un gruppo di quattro persone intorno alla tavola del banchetto, cinque personaggi posti al di là delle prospettive del palazzo di Erode e il terzo gruppo intorno al capo mozzato del Battista sotto il portico, sulla destra della composizione. Si avverte una diversità nel tono drammatico: da una parte, Erode e i convitati dall'atteggiamento compassato, due conversano tra loro mentre il più vecchio volge lo sguardo verso chi entra; dall'altra, al raccoglimento delle due donne intorno alla testa del Battista, Salomè che in ginocchio consegna il macabro trofeo a Erodiade, si oppone l'agitazione delle due ancelle.

Notizie storico-critiche: Il Battistero fa parte del complesso della Collegiata di Castiglione Olona: originariamente ricavato da una delle torri dell'antico castello fortificato, la dedicazione di questo ambiente a San Giovanni Battista risale agli interventi di abbellimento e ammodernamento del borgo promossi dal cardinal Branda Castiglioni che, a partire dal 1425, fece ricostruire la chiesa parrocchiale o Collegiata, fondò un collegio per l'istruzione dei giovani e fece edificare ex novo la chiesa di Villa.
La scoperta al suo interno di uno dei più importanti cicli di affreschi del Quattrocento italiano, opera di Masolino da Panicale, è avvenuta solo nel 1843, sotto a scialbature applicate alla fine del Settecento; l'iscrizione "MCCCCXXXV" (1435) riportata sull'intradosso dell'arco absidale è considerata non coeva ma cronologicamente attendibile circa la data della loro esecuzione.
La decorazione interna è organizzata in modo unitario e si estende a tutto l'ambiente, così che ogni parete accolga una o più scene provviste di punto di fuga centrale, confluenti cioè nell'ideale posizione dello spettatore al centro dell'edificio. Le vicende sono narrate con impostazione didascalica utilizzando la scomposizione di uno stesso riquadro per suggerire la successione temporale di azioni riferibili al medesimo racconto.
Le forti caratterizzazioni dei convitati della parete qui schedata hanno portato la critica a ravvisarvi ritratti di contemporanei: seguendo le tesi più diffuse, il personaggio di Erode ritrarrebbe Niccolò III d'Este o Filippo Maria Visconti; il personaggio con capelli bianchi, lo stesso cardinal Branda; il giovane biondo con baffi, Pippo Spano o Giovanni Hunyadi, entrambi condottieri dell'epoca. Risulta ben riuscito il tentativo di realizzare un efficace equilibrio tra le figure e le architetture, cui è affidato il compito di stabilire i nessi necessari per guidare lo spettatore nella lettura delle scene; colpisce inoltre la sobrietà e la chiarezza descrittiva dei gesti e dei costumi caratterizzanti i diversi personaggi dai morbidi incarnati e di una bellezza assorta. Da un esame ravvicinato è emersa la presenza di foglie o lamine metalliche direttamente applicate sul fondo talvolta con residui d'oro, sgraffiate con incisioni fitte a mano libera specie in corrispondenza di drappi e di vesti per imitare le maglie delle armature o gli arabeschi dei tessuti, che pare confermare l'esecuzione di dorature, tecnica che si ritrova ovunque nel ciclo con lo scopo di amplificare gli effetti materici e luministici già piuttosto evidenti.

Collocazione

Castiglione Olona (VA), Museo della Collegiata

Credits

Compilazione: Cicero, Chatia (2015); Uva, Cristina (2015)

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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