Atlas géologique ou vues d'amas de colonnes basaltiques faisant suite aux Institutions géologiques de Scipion Breislak

Papini; Riboldi Gaetano; Brocchi Giovanni Battista

Atlas géologique ou vues d'amas de colonnes basaltiques faisant suite aux Institutions géologiques de Scipion Breislak

Descrizione

Titolo proprio: Basaltes prismatiques de la Vallée de l'Infernaccio prés de la fabrique du Vitriol dans le District de Viterbe

Identificazione: Tavola di scienze minerali e geologiche: Viterbo

Autore: Papini (notizie prima metà sec. XIX), disegnatore; Riboldi Gaetano (1790/ 1825), incisore; Brocchi Giovanni Battista (1772/ 1826), coordinatore

Cronologia: post 1818

Oggetto: stampa

Soggetto: astronomia e cosmologia

Materia e tecnica: acquaforte; bulino

Misure: 28.5 x 19.2 (Parte incisa); 26.6 x 16.2 (Parte figurata)

Notizie storico-critiche: La stampa fa parte del quarto volume intitolato "Atlas géologique", allegato all'opera di Scipione Breislak: "Institutions géologiques" pubblicata nel 1818. L'album illustra, in 53 incisioni (più tre non numerate), i siti geologicamente notevoli d'Italia e del resto del mondo: la maggior parte di essi basalti colonnari (Toscano, 2005 ca., 224). L'autore dell'incisione in esame, Gaetano Riboldi, formatosi a Brera con Vangelisti, è noto anche per aver collaborato alle illustrazioni che avrebbero dovuto restituire le impressioni annotate da Ercole Silva nella prima edizione suo trattato dell'arte dei giardini (Guerci, 2002). Non sembra, invece, di poter individuare il disegnatore Papini tra gli artisti che riportano lo stesso cognome citati nei principali repertori bibliografici per quanto attiene il periodo preso in considerazione. Il Brocchi, responsabile della "direzione" di questa stampa, è, probabilmente, da identificare nel naturalista Giovanni Battista Brocchi, professore di storia naturale al Liceo di Brescia dal 1801 al 1808, anno in cui fu chiamato nell'amministrazione napoleonica del Regno d'Italia come Ispettore delle miniere, per cui si trasferì a Milano. Brocchi mantenne questo incarico fino allo scioglimento del Consiglio delle Miniere nel 1814 e pubblicò tre trattati mineralogici su alcune valli lombarde e sud tirolesi. Tra 1811 e 1819 compì frequenti viaggi geo-mineralogici in varie regioni d'Italia interessandosi in particolare ai terreni vulcanici di Lazio e Campania (Giacomini V., 1972). E' considerato, insieme a Scipione Breislak e Giuseppe Marzari Pencati, tra i massimi esponenti degli studi di geologia del XIX secolo (Corsi, 2003).

Collezione: Raccolta d'arte della Galleria Comunale d'Arte dei Musei Civici

Collocazione

Lecco (LC), Musei Civici di Lecco

Credits

Compilazione: Virgilio, Giovanna (2006)

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